Al fianco dei nostri giovani: un’iniziativa per aiutarci ad essere sempre più in sintonia con loro!!

Al fianco dei nostri giovani … un’iniziativa  per essere sempre più in sintonia con loro! Come potete leggere anche nel volantino, è importante andare incontro ai giovani cercando linguaggi comuni e sicuramente in questo momento i video e la musica sono lo strumento migliore che abbiamo! Da qui l’esigenza di avere computer e videoproiettore al passo con le nuove tecnologie, per riuscire a comunicare con loro e a coinvolgerli sempre di più in proposte concrete che possano accompagnarli e aiutarli nella loro crescita.

Da oggi e per tutto il mese di ottobre chi farà la spesa alla COOP riceverà 1 gettone ogni 15€ di spesa. Con questo gettone si potrà votare l’iniziativa che si preferisce.

Inoltre per i soci COOP c’è la possibilità di votare online.

Ecco il link per tutte le informazioni e per poter votare: piu-vicini.html

Alla fine del mese di ottobre i progetti presentati riceveranno tutti un contributo in proporzione al numero dei voti ricevuti.

Aiutateci ad essere sempre più vicino ai nostri ragazzi VOTANDO IL NOSTRO PROGETTO!!

In ricordo di don Mauro nel 2^ anniversario della sua morte

di don Gianluca Agostini

Cari amici, in prossimità del secondo anniversario di don Mauro vi vorrei donare alcuni pensieri/riflessioni  in suo ricordo.
Sul ricordino vorrei che ci fossero le parole del salmo 84 (83): “Beato chi trova in te la sua forza e decide nel suo cuore il santo viaggio. Passando per la valle del pianto la cambia in una sorgente. Cresce lungo il cammino il suo vigore, finché compare davanti a Dio in Sion”.
Con queste parole don Mauro ha composto il messaggio per il suo ultimo viaggio verso il Padre.
“Passando per la valle del pianto la cambia in una sorgente”.
Questa affermazione rischiara e descrive più di altre la vicenda umana e cristiana di don Mauro.
Io ho avuto la “grazia spirituale” di conoscere Mauro appena diventato accolito e inviato nella Parrocchia del Sacro Cuore di Miramare, e tante volte negli anni passati insieme (fino alla sua e mia partenza nel 2003) abbiamo condiviso le “valli del pianto”, cioè situazioni impreviste ed imprevedibili che ci siamo trovati ad attraversare (in realtà più lui di me, dato che era il parroco) e superare, sempre nella totale co-partecipazione (che non sempre era dovuta con il “cappellano”) e nella sincera condivisione, oneri e onori.
E quale gioia poi quando le acque si facevano un po’ più tranquille e regnava la bonaccia e finalmente si intravedeva all’orizzonte il porto sospirato.
Era come la brezza marina al tramonto tiepida e tenera come il silenzio di un vento leggero provato da Elia sul monte Carmelo.
Non ho mai collegato il giorno della tua partenza il 16 luglio con la memoria della Beata Vergine del Carmine che la Chiesa ci propone proprio questo giorno, ma ripensandoci oggi, a due anni di distanza posso dire che il buon Dio ti ha fatto caro Mauro un  regalo certamente gradito.
Ti ha ricollocato alle origini della tua vocazione, cioè la Parrocchia del Carmine di Torre Pedrera, riportando te e noi ci ai primi passi del tuo cammino con Gesù, in una sorta di un evangelico “andate in Galilea” di matteana memoria e  dando compimento ad un desiderio che da tempo avevi nel cuore, cioè un periodo contemplativo a conclusione del tuo ministero.
E quale esperienza meglio di quella di Elia sul Monte Carmelo incarna tutto questo?
Caro Mauro spero di non averti troppo scomodato e disturbato, tu che ora partecipi alla liturgia celeste, con queste mie chiacchere da due soldi, ma come hai sempre fatto, occorre che mi prendi così come sono.
Ciao. Tuo pff. Don Gianluca  

Orari delle celebrazioni nella Settimana Santa 2021

Orari delle celebrazioni nella Settimana Santa 2021- parrocchia s. Cuore di Gesù a Miramare.

Rinnoviamo la gratitudine di poter celebrare quest’anno la Pasqua in condizioni più favorevoli rispetto ad un anno fa, anche se ancora pesantemente segnati da limitazioni e difficoltà che la pandemia comporta. Tutte le celebrazioni avverranno nel rispetto delle indicazioni per le norme anti-COVID e chiediamo la collaborazione dei fedeli affinché tutto si possa svolgere in sicurezza.

Solennità delle Palme

Ci apprestiamo alla Pasqua, grati di poterla celebrare quest’anno in condizioni più favorevoli rispetto l’anno scorso, ma ancora pesantemente segnati da limitazioni e difficoltà che la pandemia comporta.

Le celebrazioni si svolgeranno nel rispetto di tutte le disposizioni anti Covid (distanziamento, igienizzazione della mani, mascherina)

In chiesa il numero dei posti è limitato, per cui per evitare assembramenti e dare a tutti la possibilità di partecipare alle celebrazioni sarà celebrata una messa in più.

L’ORARIO DELLE MESSE SARA’ QUINDI DIVERSO DAL SOLITO

In particolare IL GIORNO DELLA DOMENICA DELLE PALME la s. messa delle ore 10 è dedicata ai bambini delle elementari e alle loro famiglie.

Di seguito l’orario completo:

ZONA ROSSA – disposizioni per la celebrazione delle s. Messe

ZONA ROSSA – disposizioni per la celebrazione delle s. Messe DAL SITO DELLA DIOCESI DI RIMINI: www.diocesi.rimini.it

“Disposizioni per la vita pastorale in zona “rossa”
Dalla zona arancione scura, siamo passati alla zona rossa almeno fino al 16 marzo prossimo. (ora fino al 6 aprile ndr) Al fine di ridurre il più possibile la mobilità delle persone si sono chiuse scuole, negozi, attività sportive e si può uscire di casa solo per necessità lavorative, sanitarie e acquisto di generi alimentari essenziali. [...]
Per quanto riguarda le celebrazioni liturgiche (s. Messa, adorazione, via crucis, veglie funebri) nei luoghi di culto, non ci sono variazioni: permane la disciplina attualmente in corso, così come normato dal protocollo siglato il 7 maggio 2020 tra CEI e governo e successive integrazioni.
Per la partecipazione alla S. Messa, presso la chiesa più vicina, è necessario portare con sé l’autocertificazione, in caso di controllo.

L’orario delle ss. messe nella nostra parrocchia rimane quindi invariato:


Rapporto 2020 Caritas Parrocchiale Miramare di Rimini

Rapporto 2020 caritas parrocchiale Miramare: Nell’anno 2020 il gruppo dei volontari che operano nella Caritas della nostra parrocchia non è cambiato. Negli ultimi due mesi di quest’anno, abbiamo avuto un aiuto saltuario esterno per il confezionamento dei pacchi alimentari da una persona sempre della nostra parrocchia (ex-educatrice giovani), che però ancora non possiamo considerare nuova volontaria Caritas.

Nulla è cambiato per quanto riguarda gli orari, le sedi e le giornate sia del centro di ascolto che della distribuzione degli alimenti. Nell’anno 2020 abbiamo distribuito i pacchi alimentari anche nel mese di Luglio considerando la richiesta e la necessità del momento particolare che stavamo vivendo.
Durante i mesi del lockdown (marzo-aprile) abbiamo lavorato da remoto per organizzare la distribuzione degli alimenti, che fattivamente è stata fatta dai nostri ragazzi Scout. In quella occasione abbiamo contattato telefonicamente le persone sia per le comunicazioni riguardanti la distribuzione degli alimenti, che per i colloqui come centro d’ascolto.
Le iniziative di carità proposte e realizzate dalla nostra Caritas parrocchiale sono state:

  • In Quaresima, causa il COVID, non potendo raccogliere generi alimentari, è stata fatta una raccolta di denaro;
  • Ad Ottobre una sola raccolta di generi alimentari presso il supermercato Coop di Miramare;
  • In Avvento una raccolta di offerte per l’iniziativa della “spesa sospesa”, le calze della Befana ed i dolciumi, a cui ha partecipato con buona sensibilità, l’intera comunità parrocchiale.
  • Una  raccolta di denaro in chiesa, ina sola volta, durante le messe della prima domenica di Avvento. 

Tutti i fondi raccolti sono stati utilizzati per le esigenze e le necessità delle famiglie che si rivolgono a noi riguardanti: pagamenti di bollette, rinnovi permessi di soggiorno, contributo per libri scolastici, acquisto farmaci ed anche una tantum per un aiuto al pagamento di affitti.

Chi si è rivolto alla Caritas                                                                                  Nell’arco dell’anno 2020 abbiamo avuto un aumento di persone, che si sono rivolte alla nostra Caritas parrocchiale. L’aumento più consistente, circa 30 persone, si è avuto nei mesi da marzo a maggio. Alcune di queste persone sono state registrate, ma di molte avevamo solo pochi dati e quindi possiamo solo indicarne il numero. A chiedere nuovamente l’aiuto della Caritas in questo anno 2020, abbiamo avuto anche un nucleo famigliare che conoscevamo dal 2018 e non avevamo più visto, ed anche una persona italiana che dagli inizi 2019 non si era più presentata. 

Le persone nuove che si sono rivolte per la prima volta nel 2020 sono state 22 di cui 8 italiane e 14 straniere con nazionalità maggiormente ucraina, ma anche albanese, tunisina, rumena, russa e senegalese. Delle 8 persone italiane, n. 4 sono sole e 2 sono nuclei famigliari, ma senza presenza di minori. Di queste, n. 2 sono di età sotto i 30 anni, n.1 dai 30 ai 49 e n. 5 dai 50 ai 70.
Delle 14 persone straniere n. 5 sono sole e n. 3 sono famiglie. Delle 3 famiglie straniere solo 2 hanno figli minori con età di 8- 10 e 14 anni. Le età delle 14 persone straniere sono: n. 4 sono sotto i 30 anni, n. 4 fra i 30 e 49 e n. 6 fra i 50 e 70.
Delle 22 persone nuove che abbiamo incontrato, 20 si sono rivolte a noi a causa della pandemia in quanto la maggior parte di queste sono badanti e lavoratori stagionali, che con il Covid si sono trovate senza lavoro. Le 2 persone rimanenti si sono trovate sempre a causa del Covid, ad avere la sospensione di un tirocinio e di una borsa lavoro, istituti che erano stati entrambi attivati dai Servizi Sociali.
Dal loro racconto le maggiori fragilità sono di aspetto occupazionale e quindi economico, e in alcuni casi sono emerse anche delle problematiche di salute. Tra  le persone incontrate solo due hanno il reddito di cittadinanza che serve per pagare l’affitto di casa.

Il periodo del  lockdown  (marzo- aprile 2020)                                                                  Per far fronte alle tante situazioni di fragilità arrivate nei mesi del lockdown, il nostro parroco con alcuni volontari della Caritas, ha risposto alle tante persone che si ritrovava sul piazzale ogni giorno, dando ciò che aveva disponibile sia in alimenti che in denaro.

Noi del gruppo Caritas, dopo le disposizioni del DPCM e quelle della Caritas Diocesana, chiuse le attività in presenza, ci siamo attivate a dare la nostra collaborazione da remoto, proponendo sul gruppo della rete, un appello a tutta la comunità a donare una spesa, o offerte in denaro da versare sul conto corrente della Parrocchia. Questo ha permesso di far fronte nell’immediato alle richieste che arrivavano. Con il seguire dei giorni altri aiuti sono arrivati da parte della protezione civile, da alcuni privati che hanno donato merce alimentare, e dalla cooperativa dei pescatori; aiuti che ancora arrivano senza un’organizzazione precisa.
Un aiuto importante e fisso nel nostro territorio, lo hanno offerto anche le Sorelle dell’Immacolata, che durante questa pandemia, hanno risposto distribuendo pasti caldi e panini, ad un significativo numero di persone presenti nel nostro quartiere che vivono in condizioni molto precarie

Dopo la collaborazione dei giovani Scout per la distribuzione del pacco viveri ai nostri assistiti Caritas nei mesi di marzo ed aprile, a Maggio il nostro gruppo è rientrato in presenza nei locali della parrocchia. Si è riaperto il servizio del centro di ascolto e della distribuzione, nel rispetto delle misure previste dal DPCM. Il nostro lavoro di volontari quest’anno ci ha impegnati di più non solo sul piano dei numeri e degli aiuti concreti, che abbiamo cercato di rendere più consistenti data la situazione, ma anche per aver accompagnato le persone, con maggior vicinanza psicologica e sostegno possibile, in un momento così difficile.

Riflessioni finali                                                                                                                Possiamo dire che l’anno 2020 è stato un anno più positivo degli altri, per due aspetti:

  • uno, perché si è concretizzata una buona collaborazione tra noi e i vari soggetti della nostra realtà parrocchiale, dai giovani scout a quelli dell’ACR, dalla segreteria ad alcuni volontari, ed anche dalla risposta che ha dato l’intera comunità, facendoci respirare e vivere un bel spirito comunitario.
  • secondo, perché questa pandemia ha suscitato nelle persone uno slancio di solidarietà sorprendente e inaspettato in particolar modo nelle proposte fatte nel periodo d’Avvento e di Natale, una vera esplosione di generosità.

Solidarietà e collaborazione hanno caratterizzato questo anno così difficile e la parola vicinanza, ha preso il posto della parola indifferenza. L’insegnamento che ne deriva è che realizzare unità è una grande sfida : stare vicino alle persone per capire le loro domande , per accompagnarle, per aiutarle nella via della speranza bisogna farlo insieme, unire le forze e fare rete, integrando pensieri e azioni diverse, l’io deve cedere il posto al noi.

Il senso profondo del nostro piccolo operare lo dona la fede in Dio, che dà spessore alle nostre misure, seppur insufficienti, ma che nella logica del dono, il suo amore si concretizza con i nostri gesti. Dio ha bisogno di ciascuno di noi per prendersi cura dei più deboli e con la forza della preghiera Lui ci aiuta a renderci suoi testimoni.

Questo periodo di pandemia è sconvolgente per l’entità e la vastità della diffusione di questo virus che sembrava inizialmente innocuo, (meno di una influenza) e che invece si sta rivelando un dramma globale. Certo la nostra vita è cambiata, le chiusure, il distanziamento, le mascherine, l’impossibilità di abbracciarsi, di toccarsi, di avere relazioni serene, di non poter vedere più il sorriso sui visi delle persone, di essere soli ad affrontare la sofferenza e la morte. In questo periodo abbiamo imparato a fermarci, a meditare e a pregare di più. Abbiamo capito, nonostante la fatica, che questo tempo è il tempo che ci è dato da vivere e nel quale dobbiamo stare, cercando di non sprecarlo, in quanto dono, ma di impegnarlo perché diventi un’opportunità di vita più vera e consapevole.
Abbiamo percepito in maniera più forte la presenza del Signore nelle nostre giornate e di fronte a tanta sofferenza sia sanitaria che sociale, abbiamo riconsiderato che cosa è essenziale nella nostra vita. La fede è una di queste essenze.

Il servizio in Caritas spiritualmente è per noi è molto importante, perché ci consente di avere cura di noi per poi prenderci cura degli altri, delle persone più fragili e più bisognose sull’esempio di Gesù.
Concludendo vogliamo ringraziare il nostro parroco Don Giovanni, la Caritas Diocesana, e quanti hanno contribuito accompagnandoci con la preghiera e con la carità che ci ha sostenuto in questo anno.

Gruppo Caritas parrocchiale Miramare