Benedizioni alle Famiglie_2023

Carissimi parrocchiani,

la visita alle famiglie è per me, sacerdote, un dono gradito per poter rafforzare i rapporti, pregare insieme e portare la benedizione del Signore, soprattutto in questo tempo di chiusura e dispersione. Desidero riprendere quest’anno la benedizione delle famiglie che abbiamo dovuto interrompere a causa del Covid, iniziando dalla Contrada di via Mosca.

Un sincero grazie per la vostra accoglienza!

                 don Giovanni

CONTRADA VIA MOSCA

Lunedì 30 gennaio POMERIGGIO: via Mosca pari fino al 20
Martedì 31 gennaio POMERIGGIO: via Mosca pari dal 22 al 38
Mercoledì 1 febbraio POMERIGGIO: via Mosca pari dal 42 al 60
Giovedì 2 febbraio MATTINA: Via Ankara e P.zza Migani
Lunedì 6 febbraio POMERIGGIO: Via Mosca pari dal 62 al 78
Martedì 7 febbraio POMERIGGIO: via Mosca dispari fino al 29
Mercoledì 8 febbraio POMERIGGIO: via Mosca dispari dal 31 al 43
Giovedì 9 febbraio MATTINA: Via Mosca dispari dal 49 al 77
Lunedì 13 febbraio POMERIGGIO: via Sofia dispari
Martedì 14 febbraio POMERIGGIO: via Sofia pari
Mercoledì 15 febbraio POMERIGGIO: via Tirana
Giovedì 16 febbraio MATTINA: via Belgrado
Lunedì 20 febbraio POMERIGGIO: via Bucarest
Martedì 21 febbraio POMERIGGIO: via Budapest pari
Mercoledì 22 febbraio MERCOLEDI’ DELLE CENERI
Giovedì 23 febbraio MATTINA: via Budapest dispari
Lunedì 27 febbraio POMERIGGIO via Bellinzona pari
Martedì 28 febbraio POMERIGGIO via Bellinzona dispari
Mercoledì 1 marzo POMERIGGIO via Friburgo dispari
Giovedì 2 marzo MATTINA via Friburgo pari
Lunedì 6 marzo POMERIGGIO via Locarno numeri pari
Martedì 7 marzo POMERIGGIO via Locarno numeri dispari
Mercoledì 8 marzo POMERIGGIO via Lugano dal n° 1 al n°5
Giovedì 9 marzo MATTINA via Lugano dal n. 7 al n. 23
Lunedì 13 marzo POMERIGGIO via Lugano dal 25 al 37
Martedì 14 marzo POMERIGGIO via Lugano dal 41 al 43
Mercoledì 15 marzo POMERIGGIO via Lugano dal 45 al 51
Giovedì 16 marzo MATTINA via Lugano n. 53, n. 53/A e n.55
Lunedì 20 marzo POMERIGGIO via Lugano dal 57 al 63
Martedì 21 marzo POMERIGGIO via Lugano dal 65 al 77

IL CALENDARIO POTREBBE SUBIRE VARIAZIONI A CAUSA di IMPEGNI IMPREVISTI DEL PARROCO

 

Testimonianza di suor Benedetta su don Mauro Evangelisti

Mercoledì 30 settembre nell’ambito della Veglia di preghiera per l’inizio dell’anno pastorale della nostra parrocchia suor Benedetta, della Piccola Famiglia dell’Assunta di Montetauro – che ha accompagnato don Mauro Evangelisti negli anni della sua malattia – ci ha raccontato la sua esperienza al fianco del “nostro” don.

qui trovate il video della testimonianza:

testimonianza suor Benedetta su don Mauro_ parte 1

L’audio non è perfetto per cui alleghiamo anche la trascrizione della testimonianza.

Don Mauro è arrivato nella nostra comunità il 18 gennaio del 2008. Eravamo tutti emozionati … sempre quando accogliamo un nuovo ospite c’è emozione, ma per lui era qualcosa di diverso, perché non solo accoglievamo un malato, ma un sacerdote malato. In realtà, subito ci fu un’accoglienza reciproca e tutti ci trovammo a nostro agio, perché don Mauro non solo veniva accolto, ma accoglieva tutti noi. Questa fu una sua caratteristica anche perché era un sacerdote e come sacerdote penso che tutti voi avete potuto sperimentare questa sua carità nei 13 anni in cui è stato in questa parrocchia e qualcuno di voi ha potuto sperimentare anche dopo quando lo  veniva a trovare nella sua cameretta a Montetauro.

Don Mauro accoglieva veramente tutti: giovani e anziani, sposati e consacrati, persone anche molto semplici che avevano bisogno di un conforto, di una parola … veramente don mauro si è fatto tutto a tutti. Qualcosa però in lui era cambiato e lo descrive bene in una sua testimonianza ad un gruppo che gli era venuto a fare visita.

Scrive don Mauro: “Quando sono diventato prete pensavo di mettermi a disposizione degli altri, di rendere le persone più vicine a Dio, di essere insomma uno strumento del Signore. Il prete è un po’ come l’apostolo, cioè un mandato in mezzo alla gente,con qualcosa da dire da parte di Dio. Ma perché ci possa essere questa comunione è necessario stabilire una relazione e per costruire una relazione bisogna condividere qualcosa. Stando in mezzo alla gente si diventa partecipi un po’ di tutto. … Ma quando stavo bene, cosa riuscivo a condividere? Molto poco, perché al massimo riuscivo a stare vicino agli altri o poco di più. Ma Dio non ha voluto solo stare vicino a noi. ha voluto farsi carico della nostra condizione e lo ha fatto fino alla croce.. Adesso io ho la possibilità di “stare dentro” la fatica e la sofferenza di tante persone. insieme a loro posso lottare, perché la speranza non venga a mancare in nessuna prova.

La preghiera e l’accoglienza erano spesso accompagnate dall’offerta della sua malattia. Scrive: “Adesso nella preghiera posso chiedere qualcosa di più, ma oltre a chiedere di più posso anche offrire di più. la nostra croce come quella di Gesù è un modo di condividere con gli altri … Ogni volta che noi celebriamo l’Eucarestia, ci uniamo a Gesù che dona la sua vita. La malattia e ogni tipo di croce è un modo di dare la vita con Gesù.“  

 

Il suo letto era diventato l’altare in cui insieme a Gesù offriva e consumava la sua offerta.

Dal nostro stare insieme e dalla progressione della malattia don Mauro ha tratto diversi insegnamenti, perché non dipendeva solo dalle macchine, ma doveva dipendere anche dalle persone che lo servivano. In qualche suo incontro si è così espresso:

“Anche io ho bisogno di qualcuno che porti la croce con me, che si faccia carico di me. le cose che io non sono più in grado di fare deve farle qualcun altro al mio posto. Se io non sono autosufficiente ho bisogno di qualcuno che non abbia i miei problemi e mi possa aiutare. a volte penso che sia più difficile stare vicino a chi sta male che essere malati noi stessi. Poi non so se sia più difficile soffrire o veder soffrire. Certo che l’amore di chi mi sta vicino è molto importante per capire il senso della mia vita… Il dipendere quasi totalmente dagli altri mi ha fatto capire il valore della collaborazione e dell’aiuto degli altri, rispetto alla presunzione di autosufficienza. questo permette anche di vedere il bene che gli altri ci vogliono, soprattutto i più vicini. Un altra cosa che si impara è il valore delle cose che di solito diamo per scontate. Il non parlare mi ha fatto capire l’importanze della parola, ma anche del silenzio. Il non mangiare più per bocca, ma solo con il sondino, mi ha ricordato che si mangia per vivere, non si vive per mangiare. Tutto questo però mi ha dato un amore per la vita ancora più grande di prima. Per assurdo, toccare il limite della vita ne fa capire meglio il senso.”

Questo amore per la vita l’abbiamo potuto vedere fino alla fine, anche quando la malattia si è fatta più pesante, anche quando erano più i giorni in cui stava male, che quelli in cui stava bene; appena si riprendeva un po’, diceva si stare benino e lottava fino alla fine con grande tenacia e forza. Forza che neanche lui si riconosceva. Quello che lo ha sostenuto è stata una gran fede in Gesù e l’amore e la vicinanza di tanti. Lui voleva che la preghiera non mancasse mai nei suoi incontri. Nell’ultimo periodo in particolare quando ormai non poteva più comunicare la sua accoglienza era un ascolto silenzioso delle persone che venivano e silenziosamente pregava con loro. Quando pregava si ricordava sempre di tutti. Amava molto la preghiera e la Scrittura di cui sempre si è nutrito e che l’hanno confortato nella prova. Voleva che si pregasse per lui e insieme a lui, specialmente negli ultimi suoi giorni in mezzo a noi.

Per assicurarsi questo aveva lasciato scritto nelle sue disposizione anticipate di trattamento (che tra l’altro sono un inno alla vita), che chiedeva l’assistenza spirituale di un sacerdote e la preghiera prima del grande passaggio.

Anche molti anni prima, nella festa di San Camillo de Lellis del 2008, mi aveva chiesto di stare vicino a lui nell’avvicinarsi della sua morte. A me era sembrata una richiesta prematura, ma poi capii che voleva essere sicuro di essere accompagnato con la preghiera e la vicinanza all’incontro con il suo Signore… e questo mi fa riflettere anche sulla situazione di questo ultimo periodo dove la gente muore da sola, oppure è costretta ad affrontare da sola una malattia terribile a causa del Covid …

in effetti, come lui desiderava, quell’ultimo giorno è stato caratterizzato da una preghiera incessante. Fin dal mattino, quando ormai si vedeva che la situazione stava precipitando, dopo la Comunione che gli portavo ogni giorno, gli dissi che il Signore era vicino e che ci dovevamo preparare. lui chiuse gli occhi per dirmi di si, po da lì a poco non li avrebbe più mossi. tutto il giorno si pregò vicino a lui e insieme a lui: parenti, amici, parrocchiani sono venuti a salutare per l’ultima volta il loro caro don e con lui hanno pregato per l’ultima volta. La preghiera fu  continua fino all’ultimo minuto quando il Signore chiamò il suo servo fedele all’incontro con lui. Questo era proprio quello che don Mauro desiderava.

Ecco … questo è quello che questa sera sento nel cuore e che volevo trasmettervi ringraziando insieme a voi di aver potuto conoscere don Mauro. abbiamo potuto tutti sperimentare la sua carità . Io ho potuto servirlo e ringrazio perchè quello che lui ha imparato dalla malattia, dal nostro stare insieme l’ho potuto imparare anche io e di questo rendo grazie!!

Suor Benedetta

Centro Estivo Miramare 2019

Centro Estivo Miramare 2019 … siamo pronti a partire!

Anche quest’anno non vediamo l’ora di cominciare la nostra Estate insieme a voi: gli educatori stanno già pensando a tutte le attività e i giochi da fare insieme :)

Il Centro Estivo Miramare inizierà lunedì 10 giugno e terminerà venerdì 6 settembre, per 13 settimane.

La retta settimanale è rimasta invariata rispetto agli altri anni. Come sempre il Centro Estivo Miramare propone piani molto flessibili per assecondare le esigenze lavorative delle famiglie: si possono scegliere le settimane di frequenza, continuative o no, oppure si può decidere di usufruire del Centro solo per 2 giorni a settimana. Inoltre abbiamo a cuore anche le famiglie numerose aiutandole a non gravare troppo con la retta sul bilancio famigliare: sono infatti previsti sconti per il 2° e 3° figlio. E ci sono anche sconti per chi prenota e paga subito più settimane.

Le attività si svolgeranno dal lunedì al venerdì, dalle 8 alle 13, nei locali della parrocchia e nel Giardino Calimero. Ci saranno mattinate da trascorrere in spiaggia, gite di una giornata, tanti laboratori e attività manuali, tempo per conoscersi, giocare e divertirsi insieme. In luglio e agosto è previsto anche un piccolo spazio per svolgere i compiti delle vacanze.

Il Centro estivo Miramare è pronto: vi aspettiamo con le iscrizioni da LUNEDÌ’ 8 aprile.

Centro Estivo Miramare Libertas: sono aperte le iscrizioni!

Il 9 aprile aprono le iscrizioni per il Centro estivo Miramare Libertas, tutte le mattine dalle 9 alle 12,30. E’ possibile iscrivere tutti i bambini che abbiano compiuto 4 anni, o che li compiranno entro giugno 2018, fino ai ragazzi di 12 anni (che hanno frequentato la 2^ media). 

Il Centro estivo inizierà l’attività lunedì 11 giugno fino a venerdì 7 settembre. E’ aperto dal lunedì al venerdì dalle ore 8 fino alle ore 13.

La “settimana tipo” del Centro Estivo:                                                                 Lunedì, mercoledì e venerdì uscita in spiaggia o al parco di Miramare.               Martedì e Giovedì attività in sede con laboratori di musica, sport e attività manuali con materiale di riciclo. Per i bambini in età scolare c’è anche la possibilità di svolgere i compiti per le vacanze. Una volta al mese è prevista un’uscita di un’intera giornata.

Quest’anno abbiamo la possibilità di utilizzare, oltre ai locali della parrocchia, anche il Parco Calimero che ci permetterà di trascorrere più ore all’aria aperta!

La peculiarità del nostro Centro estivo è far sentire i bambini accolti e curati, facendo trascorrere loro le giornate in un clima famigliare che li aiuti a socializzare con i coetanei e con i bambini di altre età, a favorire l’accoglienza e l’integrazione delle diversità, a crescere e sviluppare le loro attitudini.

Per ulteriori informazioni vi invitiamo a rivolgervi alla segreteria parrocchiale, di persona oppure telefonando allo 0541373185 o via e-mail: segreteria@parrocchiamiramare.org

Vi aspettiamo!!

Dio si è fatto come noi per farci come Lui!

Carissimi,

nella festa del Natale viviamo il mistero più bello per noi cristiani, il mistero di un Dio che si fa vicino e assume la  nostra umanità e alla luce della Santa Famiglia gustiamo la gioia e la bellezza delle nostre famiglie.

Non possiamo dimenticare che questa Luce diventa anche una grande responsabilità, perché se ci pensiamo seriamente quel Piccolo Bambino che ci è donato ci fa anche paura: se lasciamo che Lui  (le sue provocazioni, il suo modo di vivere)  entri dentro di noi, allora la nostra vita è sconvolta perché Gesù pretende dei cambiamenti, non ci lascia in pace, tranquilli, ma ci chiede di rivedere alla luce della sua Parola quello che stiamo vivendo e di fare i passi necessari perché l’incontro con Lui si manifesti vero nella nostra vita.

Come un bambino che entra nella nostra casa sconvolge i nostri ritmi, i tempi, le scelte, perché diventa lui il centro e l’interesse principale, così Gesù non ci può lasciare indifferenti: o lo accogliamo o lo rifiutiamo. Se decidiamo di accoglierlo nulla è più come prima, perché siamo costretti a pensare con Lui e come Lui; il suo sguardo condiziona il nostro modo di vedere, il suo stile di vita e di rapportarsi con gli altri diventa punto di riferimento per i nostri atteggiamenti e le nostre scelte. Se lo accettiamo fino in fondo la sua luce diventa la nostra luce e la nostra luce diventa luce per gli altri. E così è veramente Natale!

Buon Natale ad ognuno di voi!

don Giovanni