Omelia pronunciata da papa Francesco – 27/03/2020

«Venuta la sera» (Mc 4,35). Così inizia il Vangelo che abbiamo ascoltato. Da settimane sembra che sia scesa la sera. Fitte tenebre si sono addensate sulle nostre piazze, strade e città; si sono impadronite delle nostre vite riempiendo tutto di un silenzio assordante e di un vuoto desolante, che paralizza ogni cosa al suo passaggio: si sente nell’aria, si avverte nei gesti, lo dicono gli sguardi. Ci siamo ritrovati impauriti e smarriti. Come i discepoli del Vangelo siamo stati presi alla sprovvista da una tempesta inaspettata e furiosa. Ci siamo resi conto di trovarci sulla stessa barca, tutti fragili e disorientati, ma nello stesso tempo importanti e necessari, tutti chiamati a remare insieme, tutti bisognosi di confortarci a vicenda. Su questa barca… ci siamo tutti. Come quei discepoli, che parlano a una sola voce e nell’angoscia dicono: «Siamo perduti» (v. 38), così anche noi ci siamo accorti che non possiamo andare avanti ciascuno per conto suo, ma solo insieme.

È facile ritrovarci in questo racconto. Quello che risulta difficile è capire l’atteggiamento di Gesù. Mentre i discepoli sono naturalmente allarmati e disperati, Egli sta a poppa, nella parte della barca che per prima va a fondo. E che cosa fa? Nonostante il trambusto, dorme sereno, fiducioso nel Padre – è l’unica volta in cui nel Vangelo vediamo Gesù che dorme –. Quando poi viene svegliato, dopo aver calmato il vento e le acque, si rivolge ai discepoli in tono di rimprovero: «Perché avete paura? Non avete ancora fede?» (v. 40).

Cerchiamo di comprendere. In che cosa consiste la mancanza di fede dei discepoli, che si contrappone alla fiducia di Gesù? Essi non avevano smesso di credere in Lui, infatti lo invocano. Ma vediamo come lo invocano: «Maestro, non t’importa che siamo perduti?» (v. 38). Non t’importa: pensano che Gesù si disinteressi di loro, che non si curi di loro. Tra di noi, nelle nostre famiglie, una delle cose che fa più male è quando ci sentiamo dire: “Non t’importa di me?”. È una frase che ferisce e scatena tempeste nel cuore. Avrà scosso anche Gesù. Perché a nessuno più che a Lui importa di noi. Infatti, una volta invocato, salva i suoi discepoli sfiduciati.

La tempesta smaschera la nostra vulnerabilità e lascia scoperte quelle false e superflue sicurezze con cui abbiamo costruito le nostre agende, i nostri progetti, le nostre abitudini e priorità. Ci dimostra come abbiamo lasciato addormentato e abbandonato ciò che alimenta, sostiene e dà forza alla nostra vita e alla nostra comunità. La tempesta pone allo scoperto tutti i propositi di “imballare” e dimenticare ciò che ha nutrito l’anima dei nostri popoli; tutti quei tentativi di anestetizzare con abitudini apparentemente “salvatrici”, incapaci di fare appello alle nostre radici e di evocare la memoria dei nostri anziani, privandoci così dell’immunità necessaria per far fronte all’avversità.

Con la tempesta, è caduto il trucco di quegli stereotipi con cui mascheravamo i nostri “ego” sempre preoccupati della propria immagine; ed è rimasta scoperta, ancora una volta, quella (benedetta) appartenenza comune alla quale non possiamo sottrarci: l’appartenenza come fratelli.

«Perché avete paura? Non avete ancora fede?». Signore, la tua Parola stasera ci colpisce e ci riguarda, tutti. In questo nostro mondo, che Tu ami più di noi, siamo andati avanti a tutta velocità, sentendoci forti e capaci in tutto. Avidi di guadagno, ci siamo lasciati assorbire dalle cose e frastornare dalla fretta. Non ci siamo fermati davanti ai tuoi richiami, non ci siamo ridestati di fronte a guerre e ingiustizie planetarie, non abbiamo ascoltato il grido dei poveri, e del nostro pianeta gravemente malato. Abbiamo proseguito imperterriti, pensando di rimanere sempre sani in un mondo malato. Ora, mentre stiamo in mare agitato, ti imploriamo: “Svegliati Signore!”.

«Perché avete paura? Non avete ancora fede?». Signore, ci rivolgi un appello, un appello alla fede. Che non è tanto credere che Tu esista, ma venire a Te e fidarsi di Te. In questa Quaresima risuona il tuo appello urgente: “Convertitevi”, «ritornate a me con tutto il cuore» (Gl 2,12). Ci chiami a cogliere questo tempo di prova come un tempo di scelta. Non è il tempo del tuo giudizio, ma del nostro giudizio: il tempo di scegliere che cosa conta e che cosa passa, di separare ciò che è necessario da ciò che non lo è. È il tempo di reimpostare la rotta della vita verso di Te, Signore, e verso gli altri. E possiamo guardare a tanti compagni di viaggio esemplari, che, nella paura, hanno reagito donando la propria vita. È la forza operante dello Spirito riversata e plasmata in coraggiose e generose dedizioni. È la vita dello Spirito capace di riscattare, di valorizzare e di mostrare come le nostre vite sono tessute e sostenute da persone comuni – solitamente dimenticate – che non compaiono nei titoli dei giornali e delle riviste né nelle grandi passerelle dell’ultimo show ma, senza dubbio, stanno scrivendo oggi gli avvenimenti decisivi della nostra storia: medici, infermieri e infermiere, addetti dei supermercati, addetti alle pulizie, badanti, trasportatori, forze dell’ordine, volontari, sacerdoti, religiose e tanti ma tanti altri che hanno compreso che nessuno si salva da solo. Davanti alla sofferenza, dove si misura il vero sviluppo dei nostri popoli, scopriamo e sperimentiamo la preghiera sacerdotale di Gesù: «che tutti siano una cosa sola» (Gv 17,21). Quanta gente esercita ogni giorno pazienza e infonde speranza, avendo cura di non seminare panico ma corresponsabilità. Quanti padri, madri, nonni e nonne, insegnanti mostrano ai nostri bambini, con gesti piccoli e quotidiani, come affrontare e attraversare una crisi riadattando abitudini, alzando gli sguardi e stimolando la preghiera. Quante persone pregano, offrono e intercedono per il bene di tutti. La preghiera e il servizio silenzioso: sono le nostre armi vincenti.

«Perché avete paura? Non avete ancora fede?». L’inizio della fede è saperci bisognosi di salvezza. Non siamo autosufficienti, da soli affondiamo: abbiamo bisogno del Signore come gli antichi naviganti delle stelle. Invitiamo Gesù nelle barche delle nostre vite. Consegniamogli le nostre paure, perché Lui le vinca. Come i discepoli sperimenteremo che, con Lui a bordo, non si fa naufragio. Perché questa è la forza di Dio: volgere al bene tutto quello che ci capita, anche le cose brutte. Egli porta il sereno nelle nostre tempeste, perché con Dio la vita non muore mai.

Il Signore ci interpella e, in mezzo alla nostra tempesta, ci invita a risvegliare e attivare la solidarietà e la speranza capaci di dare solidità, sostegno e significato a queste ore in cui tutto sembra naufragare. Il Signore si risveglia per risvegliare e ravvivare la nostra fede pasquale. Abbiamo un’ancora: nella sua croce siamo stati salvati. Abbiamo un timone: nella sua croce siamo stati riscattati. Abbiamo una speranza: nella sua croce siamo stati risanati e abbracciati affinché niente e nessuno ci separi dal suo amore redentore. In mezzo all’isolamento nel quale stiamo patendo la mancanza degli affetti e degli incontri, sperimentando la mancanza di tante cose, ascoltiamo ancora una volta l’annuncio che ci salva: è risorto e vive accanto a noi. Il Signore ci interpella dalla sua croce a ritrovare la vita che ci attende, a guardare verso coloro che ci reclamano, a rafforzare, riconoscere e incentivare la grazia che ci abita. Non spegniamo la fiammella smorta (cfr Is 42,3), che mai si ammala, e lasciamo che riaccenda la speranza.

Abbracciare la sua croce significa trovare il coraggio di abbracciare tutte le contrarietà del tempo presente, abbandonando per un momento il nostro affanno di onnipotenza e di possesso per dare spazio alla creatività che solo lo Spirito è capace di suscitare. Significa trovare il coraggio di aprire spazi dove tutti possano sentirsi chiamati e permettere nuove forme di ospitalità, di fraternità e di solidarietà. Nella sua croce siamo stati salvati per accogliere la speranza e lasciare che sia essa a rafforzare e sostenere tutte le misure e le strade possibili che ci possono aiutare a custodirci e custodire. Abbracciare il Signore per abbracciare la speranza: ecco la forza della fede, che libera dalla paura e dà speranza.

«Perché avete paura? Non avete ancora fede?». Cari fratelli e sorelle, da questo luogo, che racconta la fede rocciosa di Pietro, stasera vorrei affidarvi tutti al Signore, per l’intercessione della Madonna, salute del suo popolo, stella del mare in tempesta. Da questo colonnato che abbraccia Roma e il mondo scenda su di voi, come un abbraccio consolante, la benedizione di Dio. Signore, benedici il mondo, dona salute ai corpi e conforto ai cuori. Ci chiedi di non avere paura. Ma la nostra fede è debole e siamo timorosi. Però Tu, Signore, non lasciarci in balia della tempesta. Ripeti ancora: «Voi non abbiate paura» (Mt 28,5). E noi, insieme a Pietro, “gettiamo in Te ogni preoccupazione, perché Tu hai cura di noi” (cfr 1 Pt 5,7).

San Pietro 27.3.2020

Comunicato per domenica 8 marzo

Seguendo le indicazioni dell’ Integrazione delle disposizioni dei Vescovi della Regione Emilia Romagna di don Maurizio Fabbri (Vicario generale Diocesi di Rimini)  

credo utile offrire alcune esplicitazioni e suggerimenti pastorali.

 1. In merito alla celebrazione delle Messe Feriali ci si attiene alle disposizioni precedenti, per cui non si celebreranno ss.Messe feriali né nelle chiese parrocchiali, né nelle rettorie e santuari della diocesi. Questo vale sia per i luoghi chiusi che all’aperto. Sarà possibile invece la celebrazione “a porte chiuse” nelle cappelle di case religiose solo per i membri della comunità religiosa che vi risiede.

2. La non celebrazione dell’Eucarestia festiva o feriale può diventare una preziosa occasione per educare le persone alla preghiera anche in altre forme.

In concreto:

¨       LASCEREMO APERTE LE CHIESE INVITANDO LE PERSONE AD UNA VISITA PER LA PREGHIERA PERSONALE.

¨       CI SARANNO DIVERSI MOMENTI per l’ ADORAZIONE EUCARISTICA (con esposizione dell’eucarestia )

¨       METTEREMO A DISPOSIZIONE DELLE PERSONE ALCUNI STRUMENTI 

     (trovate tutto in chiesa):

  • letture della liturgia feriale e domenicale (foglietto messa)
  • si può acquistare il libretto “Pane Quotidiano”
  • il messaggio settimanale del nostro vescovo (che esce anche sul Ponte)
  •  copie della lettera pasquale “Ma non finisce qua”, etc.

3. Per custodire il senso di Chiesa Diocesana e il legame con il nostro vescovo, invito a comunicare e valorizzare due iniziative:

  • unirsi alla celebrazione della S. MESSA presieduta dal nostro Vescovo Francesco Domenica 8 marzo alle ore 11.00, tramite collegamento con Icaro TV (canale 91), radio Icaro e in streaming.
  • b. Unirsi alla celebrazione del Rosario ogni venerdì di quaresima alle ore 20,30 presso il Santuario di S. Chiara, tramite collegamento con Icaro TV. È un modo per coinvolgere nella preghiera anche la propria famiglia, affidando a Maria i malati, gli operatori sanitari, le famiglie che hanno avuto un lutto a causa del virus. Questo momento di preghiera può essere unito al segno del digiuno quaresimale (non fare cena e donare il corrispettivo per una situazione di bisogno).

 PER DOMENICA 8 MARZO:

  •  riprendendo il Vangelo del giorno e il foglietto della Messa, con lo spunto finale dell’ultima pagina, ogni famiglia trovi un momento per santificare la domenica con la preghiera.
  •  La nostra cripta e la chiesa delle Sorelle dell’Immacolata rimarranno sempre aperte, in particolare nella chiesa delle Suore dalle ore 8,30 alle 19, sarà esposto il Santissimo per la preghiera  personale.

In questo tempo in cui stiamo vivendo la fatica dell’allentarsi delle relazioni e dei momenti comunitari, anche legati alla fede, siamo richiamati a riscoprire in maniera più profonda il senso di tutti quei gesti e momenti  che a volte diamo per scontati.

Curiamo, dove possibile, l’attenzione a coloro che stanno portando un peso più grande del nostro nel servizio, nella vicinanza (anche con una telefonata o un messaggio) e nella preghiera.

                                                                                                                                            don Giovanni

Centro Estivo Miramare 2020


Il 14 aprile aprono le iscrizioni per il Centro Estivo Miramare Libertas 2020: è possibile iscrivere tutti i bambini che abbiano compiuto 4 anni, o che li compiranno entro giugno 2020, fino ai ragazzi di 12 anni (che hanno frequentato la 2^ media). Quest’anno abbiamo pensato una proposta speciale per i ragazzi di 3^ media: vi invitiamo a contattare la segreteria per tutte le informazioni.                                    Le iscrizioni si raccolgono presso la segreteria parrocchiale, via Marconi n. 43 – Miramare di Rimini – dal lunedì al sabato mattina, dalle 9 alle 12,30.

Il Centro Estivo utilizza per le sue attività, oltre ai locali della parrocchia, anche il  salone e il Parco Calimero che ci permette di avere tanto spazio a disposizione per i bambini e di  trascorrere tante ore all’aria aperta!

La giornata tipo del Centro Estivo Miramare 2020  inizia con l’accoglienza e il gioco libero per permettere ai bambini di socializzare ed esprimersi liberamente. Segue il “cerchio”, come breve momento di condivisione per iniziare poi le attività, solitamente divisi per gruppi di fasce di età. Le attività (giochi, laboratori, compiti) terminano solitamente verso le 12- 12,30 per lasciare di nuovo ai bambini del tempo libero. A metà mattina è prevista sempre la merenda.

 La settima tipo - Lunedì, mercoledì e venerdì: mattinata in spiaggia (dove abbiamo uno spazio all’ombra riservato per il Centro estivo).  In caso di maltempo sono previste uscite o attività alternative.                                                                                                    Martedì e Giovedì attività in sede con laboratori di musica, sport, attività ludiche e  attività manuali con materiale di riciclo.                                                                                       Dal mese di luglio, per i bambini in età scolare, c’è anche la possibilità di svolgere i compiti per le vacanze.

Sono anche previste 2 o 3 uscite di un’intera giornata. (solitamente una al mese).

Il programma di attività del Centro Estivo Miramare 2020 è pensato per stimolare la creatività dei bambini, per rispondere al loro desiderio e bisogno di giocare, e per valorizzazione il bisogno di stare insieme in gruppo.                                                    Cerchiamo di essere attenti alle attitudini di ciascun bambino, perché possa sviluppare la propria personalità nel rispetto di quella altrui;                                                                    lo accompagniamo alla scoperta di nuove relazioni, allo scambio delle proprie conoscenze, anche con bambini di età diverse e culture diverse;                             cerchiamo di adottare comportamenti responsabili verso l’ambiente, utilizzando il gioco e le attività come veicolo di crescita.

Il Centro Estivo Miramare 2020 si propone di offrire un servizio alla collettività, fornendo alle famiglie un sostegno in un periodo dell’anno in cui le scuole sono chiuse, mentre il lavoro dei genitori molte volte è più intenso.                                                            Al tempo stesso offriamo la possibilità ai giovani della nostra parrocchia, che durante l’anno offrono il loro servizio nelle attività con i bambini, di poter proseguire tale servizio anche durante l’estate, valorizzando così un rapporto affettivo e di conoscenza. Cerchiamo  di creare un ambiente famigliare, puntando sul lavoro di squadra per trasmettere i valori di responsabilità, rispetto e lealtà, ponendo sempre il valore della persona al primo posto.

Per ulteriori informazioni vi invitiamo a rivolgervi alla segreteria parrocchiale, di persona oppure telefonando allo 0541373185 (9-12,30)                                                                  o via e-mail: segreteria@parrocchiamiramare.org

Vi aspettiamo!!

Benedizioni alle famiglie 2020

Carissimi parrocchiani,

in questo periodo che precede la Pasqua desidero con gioia incontrarvi nelle vostre case per conoscervi personalmente, per pregare con voi e portare la Benedizione del Signore alle vostre famiglie.                                                                                                                                                                      don Giovanni

Quest’anno saranno visitate la Contrada via Losanna, da lunedì 27 gennaio,                    la Contrada Orti, da lunedì 25 febbraio, e la Contrada del Mare da giovedì 26 marzo.

Il sacerdote passerà nelle case nei giorni indicati sul calendario in calce: il mercoledì mattina, a cominciare dalle 9 circa, e negli altri giorni, il pomeriggio, dalle ore 15 fino a tarda serata.

CONTRADA DI VIA LOSANNA

Lunedì 27 gennaio POMERIGGIO: via Novara, via Flaminia dal 411 al 433 (zona Fienile)
Via Flaminia NUMERI PARI dal 356 al 396
Martedì 28 gennaio POMERIGGIO: via Losanna NUMERI DISPARI dal 27 al 61 e via San Gallo
Mercoledì 29 gennaio MATTINA: Via Losanna NUMERI PARI dal 42 al 48
Giovedì 30 gennaio POMERIGGIO: Via Losanna NUMERI PARI dal 50 al 62
Venerdì 31 gennaio POMERIGGIO: via Giubasco
Lunedì 3 febbraio POMERIGGIO: Via Mendrisio
Martedì 4 febbraio POMERIGGIO: Via Chiasso NUMERI PARI
Mercoledì 5 febbraio MATTINA: Via Chiasso NUMERI DISPARI
Giovedì 6 febbraio POMERIGGIO: Via Capolago NUMERI DISPARI
Venerdì 7 febbraio POMERIGGIO: Via Capolago NUMERI PARI
Lunedì 10 febbraio POMERIGGIO: via Pontresina
Mercoledì 12 febbraio MATTINA: via Silvaplana NUMERI PARI
Giovedì 13 febbraio POMERIGGIO: via Silvaplana NUMERI DISPARI
Venerdì 14 febbraio POMERIGGIO: via Poschiavo DISPARI
Lunedì 17 febbraio POMERIGGIO: via Poschiavo PARI
Martedì 18 febbraio POMERIGGIO: Via Coira NUMERI PARI
Mercoledì 19 febbraio MATTINA: via Coira NUMERI DISPARI
Giovedì 20 febbraio POMERIGGIO: Via Losanna NUMERI PARI dal 18 al 30
Venerdì 21 febbraio POMERIGGIO: via Montreux e P.zza Cracovia
Lunedì 24 febbraio POMERIGGIO: Don Giovanni sarà disponibile per visitare le famiglie assenti nei giorni indicati nel calendario.

CONTRADA DEGLI ORTI

Martedì 25 febbraio POMERIGGIO: via Parigi e via OSLO
Giovedì 27 febbraio POMERIGGIO: Via Vienna NUMERI DISPARI dal 1 al 3
Venerdì 28 febbraio POMERIGGIO: Via Vienna NUMERI DISPARI dal 5 al 23
e Via Vienna NUMERI PARI dal 2 al 16
Lunedì 2 marzo POMERIGGIO: Via Vienna NUMERI PARI dal 18 al 26
Martedì 3 marzo POMERIGGIO: Via Lisbona NUMERI DISPARI
Mercoledì 4 marzo MATTINA: Via Lisbona NUMERI PARI
Giovedì 5 marzo POMERIGGIO: Via Londra n. 1, 2 e 3
Venerdì 6 marzo POMERIGGIO: Via Londra dal n. 4 al n.20
Lunedì 9 marzo POMERIGGIO: Via Londra dal n. 21 al n. 54
Mercoledì 11 marzo MATTINA: Via Madrid fino al n. 22
Giovedì 12 marzo POMERIGGIO: Via Madrid dal n. 24 in poi
Venerdì 13 marzo POMERIGGIO: Via Dublino
Lunedì 16 marzo POMERIGGIO: via Copenaghen
Martedì 17 marzo POMERIGGIO: Via Stoccolma NUMERI PARI
Mercoledì 18 marzo MATTINA: via Stoccolma NUMERI DISPARI (ESCLUSO ZONA PEPP)
Giovedì 19 marzo POMERIGGIO: via Amsterdam NUMERI DISPARI e PARI dal 68 al 82
Venerdì 20 marzo POMERIGGIO: Via Amsterdam palazzo n. 2 e n. 4
Lunedì 23 marzo POMERIGGIO: Via Lussemburgo DISPARI
Martedì 24 marzo POMERIGGIO: Via Lussemburgo PARI
Mercoledì 25 marzo MATTINA: via Bruxelles NUMERI PARI
Giovedì 26 marzo POMERIGGIO: via Bruxelles NUMERI DISPARI
Venerdì 27 marzo POMERIGGIO: Via Atene NUMERI DISPARI
Lunedì 30 marzo POMERIGGIO: Via Atene NUMERI PARI
Martedì 31 marzo POMERIGGIO: Don Giovanni sarà disponibile per visitare le famiglie assenti nei giorni indicati nel calendario.

CONTRADA DEL MARE

Mercoledì 1 aprile MATTINA: Via Teramo, Via P. di Piemonte e Via Bari
Giovedì 2 aprile POMERIGGIO: Via Marconi NUMERI DISPARI dal n. 1 al n. 47
Venerdì 3 aprile POMERIGGIO: Via Marconi NUMERI DISPARI n. 51
5 – 17 APRILE SETTIMANA SANTA e preparazione alla CRESIMA

Lunedì 20 aprile POMERIGGIO: Via Marconi NUMERI DISPARI dal n. 53 al n. 107
Martedì 21 aprile POMERIGGIO: Via Marconi NUMERI PARI
Mercoledì 22 aprile MATTINA: Via Adria
Giovedì 23 aprile POMERIGGIO: Via Pescara e via Brescia
Venerdì 24 aprile POMERIGGIO: via Padova
Lunedì 27 aprile POMERIGGIO: Via Martinelli NUMERI PARI, e via Ferrarin e via Bevilacqua
Martedì 28 aprile POMERIGGIO: Via Martinelli NUMERI DISPARI e via Udine          Mercoledì 29 aprile MATTINA: Via Maddalena                                                     Giovedì 30 aprile POMERIGGIO: Via Oliveti (da sotto la ferrovia fino al mare)                  Lunedì 4 maggio POMERIGGIO: Viale R. Margherita dal n. 82 al n. 217              Martedì 5 maggio POMERIGGIO: Viale R. Margherita dal n. 219 al n. 255              Mercoledì 6 maggio MATTINA: Via De Pinedo. Don Masi e e via Aprilia               Giovedì 7 maggio POMERIGGIO: Via Locatelli dal n. 2 al 13                               Venerdì 8 maggio POMERIGGIO: Via Locatelli dal n. 18 al n. 34                          Lunedì 11 maggio POMERIGGIO: piazza D. Raggi e Via Locatelli dal n. 35 al n. 66        Martedì 12 maggio POMERIGGIO: Via Sabaudia                                                         Dal 14 a l 7 maggio preparazione PRIMA COMUNIONE

Lunedì 18 maggio POMERIGGIO: via Pontinia
Martedì 19 maggio POMERIGGIO: Via Tirrenia,
Mercoledì 20 maggio MATTINA: via Anzio
Giovedì 21 maggio POMERIGGIO: Via Pomezia
Venerdì 22 maggio POMERIGGIO: via Latina e via Quarto
Lunedì 25 maggio POMERIGGIO: Via Monza
Martedì 26 maggio POMERIGGIO: via Faenza e via Marsala
Mercoledì 27 maggio MATTINA: Via Assisi
Giovedì 28 maggio POMERIGGIO: Via Gubbio NUMERI DISPARI
Venerdì 29 maggio POMERIGGIO: Via Gubbio NUMERI PARI
Mercoledì 3 giugno MATTINA: Via Bergamo
Giovedì 4 giugno POMERIGGIO:  Via Biella, Via Sarsina
Venerdì 5 giugno POMERIGGIO: Via Viareggio NUMERI DISPARI
Lunedì 8 giugno POMERIGGIO: Via Viareggio NUMERI PARI
Martedì 9 giugno POMERIGGIO: via Mantova (zona di Miramare)

NOTE:

Gli alberghi o gli altri esercizi stagionali riceveranno la benedizione nel mese di maggio e giugno su richiesta dell’interessato telefonando alla segreteria parrocchiale (0541/373185).

Le famiglie assenti durante la benedizione potranno prendere appuntamento con il sacerdote per un’altra visita telefonando alla segreteria parrocchiale

 

Lettera di commiato di don Mauro Evangelisti dalla comunità di Miramare – agosto 2003

Dopo tredici anni

Carissimi,

dopo tredici anni dal mio arrivo in mezzo a voi è giunto il momento di salutarci. Prima di tutto è doveroso spiegare il perché di questo cambio.

La Chiesa propone ogni nove anni una verifica degli incarichi e suggerisce l’avvicendamento delle persone per facilitare il rinnovamento della pastorale. E’ chiaro che nessun prete può rispondere a tutte le esigenze di una comunità. Ne curerà alcune in particolare e altre rimarranno in secondo piano. Così l’alternarsi periodico permette di recuperare gli aspetti della pastorale che hanno ricevuto meno attenzione. Inoltre i limiti personali del sacerdote possono ripercuotersi sul rapporto con la gente. Un prete può incontrare con alcuni e non con altri, che magari faticano a rapportarsi con lui. Così nel tempo viene data a tutti una possibilità di ricevere qualcosa di più attraverso persone diverse.

Già prima della malattia ero convinto della opportunità di questo cambio. Con la malattia le mie risorse si sono ulteriormente ridotte e, per quanto resti vero che la malattia non è tempo perso, ma davanti a Dio è il più prezioso, è altrettanto vero che una parrocchia come questa ha bisogno di presenza. così ho scritto al vescovo, spiegandogli la situazione della parrocchia e la mia, e lui ha capito che era opportuno trovare un nuovo parroco.

Guardando a questi anni passati con voi, mi sento in dovere di ringraziare il Signore e la Chiesa per avermi dato così tanta fiducia i questo incarico. Sento il dovere di ringraziare per quello che ho ricevuto dalla vostra amicizia: mi avete voluto molto bene e l’ho sentito. Non tocca a me dire se io ho voluto bene a voi. Lo sa il Signore. Però di sicuro ho cercato anch’io di esservi amico, con tutte le forze, senza dimenticarmi che dovevo essere anche il vostro pastore e padre nella fede. So comunque di aver mancato in tante cose e in tanti modi. Perdonatemi se qualcuno ha sofferto per causa mia. A volte ho creduto di fare bene e invece ho sbagliato. Altre volte era necessario che andasse così, perché non tutte le sofferenze e le incomprensioni si possono evitare. Vi chiedo perdono per quello che non ho fatto e avrei potuto fare. Se sono stato troppo incerto nell’annunciarvi il Vangelo e se vi ho detto solo quello che poteva piacere di più o che dava meno fastidio. Se certi settori della pastorale non sono stati sviluppati per niente. Se altri non sono stati seguiti abbastanza. Se non ho valorizzato le risorse umane di tutti nell’affidare le responsabilità. Se non ho saputo accogliere abbastanza quello che lo Spirito suscitava in ciascuno. Se non ho saputo stimolare abbastanza la crescita delle persone. Se è mancata una programmazione pastorale vera e propria e questo ha reso più impreciso il lavoro. Se non c’è stato un sufficiente relazionarsi con il territorio e le sue realtà. potremmo continuare ancora, ma forse non serve.

Da tutto questo possiamo ricavare che in questi anni le carenze sono state tante. Non perché si debbano fare per forza cose eclatanti o spettacolari. Ma quante occasioni in più potevamo dare ad altre persone con il nostro impegno?

Noi però crediamo che la Chiesa non è una realtà solamente umana, ma sopratutto divina, e noi in fondo siamo “servi inutili”. quindi siamo certi che comunque il Signore ha lavorato in noi e fra di noi in questi anni, pur attraverso le nostre povertà. Noi siamo una piccola “imbarcazione” condotta dalle correnti della grazia, cioè dalla Parola, dai Sacramenti e dalla Santità della Chiesa. Una parrocchia può essere un po’ “stretta” per chi cerca “cibo” un po’ sostanzioso per la sua fede e spazi più ampi per l’esperienza cristiana. Non è proibito cercare queste cose anche in altre comunità ecclesiali. L’importante è che l’amore per la propria “casa”, per la propria “famiglia”, faccia rifluire tutto a suo vantaggio.

Questo vi volevo dire non per rimanere fermi al passato, ma per guardare avanti, al futuro di questa parrocchia.

Il nuovo parroco è don Giuseppe Vaccarini, ha 45 anni e dopo una esperienza da vice parroco a S. Raffaele di Rimini è stato missionario in Albania per dieci anni. E’ una persona molto preparata e ricca di esperienza umana, spirituale e pastorale. Auguro a lui di avere da voi tutta l’accoglienza, la disponibilità e la corresponsabilità. le cose da fare sono tante e vogliamo invocare per questo la luce e la forza dello Spirito e l’intercessione materna di maria, madre della Chiesa, per lui e per tutti noi. Ma vi prego: non chiedetegli solo di fare delle cose; lasciate soprattutto che sia uomo di Dio.

Mentre vi ringrazio per ogni tipo di collaborazione e di impegno per la parrocchia in questi anni, un grazie a parte va alle Suore per il rapporto di disponibilità discreta e instancabile. Una riconoscenza tutta particolare la devo, e non solo io ma anche voi, a don Gianluca per quello che si è dovuto sobbarcare in questo anno. Un peso ben oltre il dovuto rispetto al suo compito di vice parroco. In questa prova ha dimostrato dia vere non solo le gambe lunghe, ma anche due buone spalle per reggere i pesi che la vita a volte ci mette sopra.

Termino augurando a tutta la Comunità del Sacro Cuore di crescere nella sua identità, per essere, in modo sempre più maturo, lievito che fermenta cristianamente l’ambiente i cui vive. Auguro a tutta la realtà sociale di Miramare di non perdere mai il riferimento ai valori umani e spirituali autentici, senza i quali la convivenza civile non ha fondamento.

Gesù ha detto che non si può mettere mano alla’aratro e poi voltarsi indietro. Questo è quanto viene chiesto a me e anche a voi in questo momento: guardare avanti, costruire il futuro di questa comunità. per questo motivo credo giusto e opportuno per voi, per me e per il nuovo parroco, che io e voi pe run po’ di tempo non ci vediamo. Almeno per un anno. Credetemi, è meglio per tutti.

Vi abbraccio tutti con affetto

Miramare, 30 agosto 2003

Don Mauro Evangelisti